Il sotto sopra

il rischio lo conosco molto bene. Durante le mie scalate su El Capitan ho rischiato voli potenziali di 80/100 metri dove probabilmente avrebbe tenuto solo la sosta a spits. In quei momenti sei immerso completamente nel dubbio… hai paura… il cervello è al 130%… entri in uno stato che non puoi sperimentare nella vita di tutti i giorni e ci rimani per 13 ore al giorno… giorno dopo giorno dopo giorno dopo giorno dopo giorno…

Il “cotton fioc” di alluminio (aluminum-head) che ho appena spalmato su uno schifo di ruga superficiale, tiene solo il mio peso… forse… guardo tra i piedi e vedo la sosta “1000 kilometri” sotto di me… guardo in su, a sinistra e a destra e vedo solo roccia liscia… nessuna possibilità di muovermi, nessun segno… ragiono… la mia mente lavora fuori giri e io sono così stanco.… metto un gancio su una piccola asperità… non sono troppo convinto ma cosa altro potrei fare? Dodici giorni di parete mi hanno assottigliato come non mai… mi immagino ancora più leggero di quello che in realtà sono e salgo… l’acciaio si flette e la roccia tiene… fregato!!!… ora non  si torna indietro… sono entrato ancora una volta nel regno dell’inesplorato… nel regno del sotto-sopra, dove puntualmente i miei demoni arrivano e banchettano ancora una volta con quel poco che rimane di me stesso.

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