Elisoccorso in Val Maira

intervento Elisoccorso – Settembre 2018 Comune di Acceglio

“Adesso ci sarà un po’ di rumore, possiamo mettere le cuffie?” “Aje pa l’prublema, mi sun ciornio ch’a sentu pa pi nienti!” Sembra quasi una scuola di vita una frase del genere. Lo è se a pronunciarla è un vecchietto di novant’anni, strappato dalla sua casa di montagna in profonda val Maira, per un malore. Ad agitarsi è la figlia, lui no, assiste stupito il gran marasma di persone chiassose che di colpo son venute giù dal cielo con una macchina dall’urlo assordante. Barella, flebo, monitor, cavi, niente di tutto questo sembra preoccuparlo, ben più attento invece che non venga dimenticato il suo bastone. Già perchè, si sa, non si esce senza. “Tutto bene?” Chiede l’infermiera. “Altrochè!”  Poi sospira e con un mezzo sorriso aggiunge: “Eh la vecchiaia, mi ha portato via tutto!”. Tutto no, resta il buon umore, la serenità del vivere il proprio tempo. Resta quel desiderio di tornare ancora una volta a vedere l’alba con l’ennesima ma tanto amata, tazza di caffelatte e l’odore del pane appena sfornato. Quasi ci si sente in colpa a portarlo via dai suoi monti, da quella borgata che lo ha visto crescere e invecchiare. Irrispettosi squarciamo il silenzio della valle, scuotendo gli alberi come tempesta e in meno di un attimo lo portiamo via. Non una parola, non un momento. Chissà mai se tornerà a casa sua. Forse no. Eppure lui sereno ci parla come se nulla possa spaventarlo. È il suo viaggio, semplicemente lo affronta con ironia e il suo bastone fra le mani. E rientrando in base, alla normalità, alla routine agitata del nostro vivere, ripenso alla tranquillità di quei monti, alla serenità di quel giovane di novant’anni. Certamente, tutto ciò, qualcosa insegna…

Francesco G.