Utopia – Free Solo o Dawn Wall?

Qualche giorno fa ho fatto alcune considerazioni con mio nipote Gilles… abbiamo parlato dei film Dawn Wall e Free Solo… lui è uno studioso… sta preparando un esame di filosofia applicata all’arte e mi ha introdotto e descritto il concetto che trovate sotto, preso a sua volta da filosofi, registi e scrittori che avevano ragionato tempo fa sulla situazione e sul futuro dell’immagine… 

…un utopia è un qualcosa che non c’è. Un qualcosa di immaginario e immaginifico che nel presente non esiste – che forse sarà realizzabile  o inimmaginabile su un piano tangibile. E’ un idea ad uno stato puramente mentale e insensibile… è intangibile solo attraverso l’immaginazione. L’immaginazione quindi diventa un importante tessera del mosaico della storia. E’ quel ponte che sta tra l’idea e la sua realizzazione, è ciò che porta in noi (umani) la voglia di fare, che spinge e fa nascere la volontà di creazione. Fino a prima dell’avvento dei nuovi media, l’immagine veniva ad essere la portavoce dell’immaginazione, ovvero, dietro un immagine si celavano infinite facoltà di immaginazione. Un esempio può essere la foto dell’Himalaya, dove guardandola mi veniva la voglia di intraprendere un viaggio/avventura che mi portava a vivere momenti come quello raffigurato nella foto.

Oggi nella società contemporanea, quella che Baudrillard descrive come la “società dello spettacolo”, l’immagine spettacolare è esteticamente fine a se stessa, sbalordisce, strabilia, magnificizza ma non porta in se il fondamento che era dell’immagine, ovvero l’immaginazione. L’immagine, diventa una merce, un oggetto consumabile e in ciò lo consumiamo come consumiamo una zuppa precotta (cit.Warhol). Consumiamo un immagine per l’immagine che è, per la spettacolarità che ha da offrire. Si può dire che consumiamo l’esperienza che abbiamo nell’atto di porci al cospetto dell’immagine stessa, estromettendo da noi stessi quella facoltà di creare utopia che comporta l’osservazione di un immagine.

 

A. Tarkovskij, Sacrificio: Le immagini come esaurimento dell’immaginazione e della parola.

Il rapporto tra parola e immagine oggi sembra presentarsi quasi esclusivamente sotto il segno dell’impossibilità e dell’esaurimento: dell’impossibilità di dare senso alle immagini attraverso le parole, e dell’esaurirsi delle immagini nella loro capacità di accendere il logos. L’inizio di questo rapporto tra parola e immagine può essere colto nell’imporsi all’inizio del XX secolo della fotografia e del cinema. Le immagini sono divenute sempre più in modo integrale, merce e spettacolo. L’immaginazione tende sempre meno a realizzarsi in immagine, assistiamo a come nelle immagini l’immaginazione piuttosto si scarichi, fino a consumare il possibile, fino a diventare indicibile. Il proliferare delle immagini che si producono ogni secondo può ora essere concepito come il nulla attraverso cui si logora l’immaginazione e con essa la libertà dell’uomo.

Personalmente credo che Dawn Wall sia utopia e Free Solo sia immagine.